“Bianca la rossa” a Torre Pellice
Venerdì 3 settembre, alle ore 17, alla Biblioteca della Resistenza di Piazza Gianavello, a Torre Pellice, Bianca Guidetti Serra e Santina Mobiglia presentano “Bianca la rossa”. Introduce Bruna Peyrot.
Bianca Guidetti Serra è protagonista – e testimone insieme – della storia d’Italia novecentesca nei suoi momenti cruciali: dalla Resistenza (condivisa con gli amici Primo Levi, Ada Gobetti, le migliaia di donne dei «Gruppi di difesa» istituiti insieme ad Ada a Torino), alla militanza nel Partito comunista e poi alla fuoriuscita nel 1956 in seguito ai fatti d’Ungheria. Fino alla scelta di perseguire l’impegno sociale attraverso la professione di avvocato penalista, prerogativa all’epoca di poche donne. Sono gli anni delle battaglie giudiziarie in difesa dei diritti dei lavoratori, delle donne e anche della tutela dell’infanzia. Ricalcando le tappe che hanno segnato il secolo, con i nuovi movimenti nati dal ’68 sino agli anni di Piombo, l’autrice rievoca episodi clamorosi in cui ha svolto un ruolo di primo piano: dalla vicenda della Banda Cavallero al grande processo di Torino alle Brigate Rosse. È uno sguardo inedito su quegli eventi vissuti in prima persona: la revoca del collegio dei difensori da parte dei capi storici delle Br e l’emergenza processuale, l’omicidio del presidente dell’Ordine, Fulvio Croce (incontrato poche ore prima), la rivendicazione «in diretta» dell’omicidio di Moro nei proclami dei brigatisti. Pagine di storia. Come lo sono del resto anche le cronache dal vivo dei processi contro le «fabbriche della morte» a difesa dell’ambiente e della salute: dall’Ipca di Ciriè all’Eternit di Casale Monferrato. «Mi è piaciuto il fare» confessa l’autrice nelle note conclusive del libro a suggello di un impegno nella salvaguardia dei valori civili e delle scelte democratiche durato tutta una vita.
L’evento è inserito nelle iniziative organizzate dal Comitato Resistenza Val Pellice in occasione dell’8 settembre.
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Lella Costa a Torre Pellice
Il mese di agosto si chiude con un appuntamento SPECIALE dedicato a lettori e lettrici: sabato 28 agosto alle 18, in libreria (piazza Libertà 7 a Torre Pellice), verrà a trovarci una delle più grandi attrici (e autrici) italiane: LELLA COSTA !
Lella Costa non è figlia d’arte, anche se d’arte visse e vive; non ha un nome d’arte, ma solo un diminutivo, con cui è chiamata da sempre, visto che per l’anagrafe è Gabriella; e se di arte un pochino forse, ormai, ne ha, di parte continua a interpretarne ostinatamente una: se stessa. Con gli anni si è affermata come una delle attrici più importanti e caratteristiche della scena teatrale italiana, con grandi apprezzamenti sia di critica che di pubblico. I testi dei suoi spettacoli teatrali sono tutti pubblicati da Feltrinelli, raggruppati nei seguenti volumi: La daga nel loden (1992), Che faccia fare (1998), In tournée (2002), Amleto, Alice e la Traviata (2008).
Il suo ultimo libro è: La Sindrome di Gertrude (Rizzoli):
GERTRUDISMO s.m. Neologismo liberamente ispirato al noto
personaggio manzoniano, indica la tendenza compulsiva
e a tratti patologica a rispondere affermativamente a proposte,
richieste e provocazioni, quasi mai valutandone con
attenzione le conseguenze. La risposta non comporta
necessariamente sventura, talvolta qualche ripensamento.
Dice Andrea Càsoli che forse non è del tutto chiaro il titolo di questo libro. Per me invece è chiarissimo. Ovvio: la sindrome di Gertrude è quella che ha portato la Signora in questione, meglio nota come monaca di Monza, a rispondere di sì a uno che invece avrebbe fatto meglio a ignorare. Per passione, per noia, per ribellione, per curiosità, per sfinimento, perché sapeva resistere a tutto tranne che alle tentazioni.
Ecco, io più o meno funziono così: quando mi chiedono qualcosa, tendo a rispondere di sì. L’idea che a qualcuno possa interessare un libro su di me, detto tra noi, continua un po’ a turbarmi. Però in fondo mi piace, e anche tanto, e mi lusinga un po’, anzi parecchio. A patto, naturalmente, che sia chiaro in partenza ciò che questo libro non è e non vuole essere: niente agiografia, niente pettegolezzo, niente eccesso di autoreferenzialità; piuttosto il gusto di provare a raccontare quella sorta di molteplicità che ha finito per caratterizzare la mia vita.
Dunque, in sintesi (quella di Càsoli: io ne sono priva), in questo libro racconterò di carcere e cinema, scarpe e solidarietà, teatro e teiere, musica e memoria, doppiaggio e diritti civili; ma anche di musicisti, attrici, cantanti, scrittori, poetesse, stilisti (wow!), soubrette, registi, chirurghi, e soprattutto di quegli esseri di sovrumana generosità che vanno sotto l’etichetta riduttiva di “pubblico”.
In questo libro ci siete anche voi, con me.
Parola di Gertrude.
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Valdo Spini a Torre Pellice
Valdo Spini sarà a Torre Pellice sabato 21 agosto alle 17,30 in Piazza del Municipio per parlare di Servizio Civile nell’evento “Frontiere diaconali”, promosso dalla CSD Diaconia Valdese. Nel 2010 ha pubblicato per Rubbettino “Vent’anni dopo la Bolognina”. Il libro ricostruisce i motivi dell’attuale stato di grave crisi della sinistra italiana, denunciando gli errori, le impazienze e le irresponsabilità che hanno accompagnato le sue vicende nell’ultimo quindicennio e che hanno contribuito a permettere a Silvio Berlusconi di battere il record di durata di De Gasperi.
Vengono così ricostruite le strategie di Achille Occhetto, Massimo D’Alema, Piero Fassino e Walter Veltroni nel loro mutuo intrecciarsi con le vicende del centro sinistra e del paese.
La fine del governo Ciampi e la costruzione della “gioisa macchina da guerra” nell’azione di Achille Occhetto; la prima caduta di Prodi e il breve periodo del governo D’Alema; la fine dei Ds con la segreteria di Fassino; la seconda caduta di Prodi e la sconfitta di Veltroni, costituicono tappe di un progressivo declino della sinistra italiana.
Una serie di capitoli settoriali (l’antifascismo, la laicità, l’ambiente, la questione sociale, la rivolta del Nord, le questioni eticamente sensibili) sono dedicati all’analisi di come questi argomenti, da tradizionali punti di forza della sinistra, siano diventati punti di difficoltà o di debolezza.
Le vicende del congresso del Partito Democratico e l’elezione di Pierluigi Bersani alla segreteria sono trattate nei loro aspetti problematici e nelle possibili prospettive di ripresa. La proposta di una costituente tra il Pd e le forze della sinistra disponibili, è la conclusione del libro.
(2010) pp. 198
ISBN: 978-88-498-2598-5
€. 14,00
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Piera Egidi Bouchard – Piccole storie di fede
Sabato 19 giugno alle 17,30 Piera Egidi Bouchard presenta il suo nuovo libro “Piccole storie di fede” , pubblicato da Effatà.
Con la gradita partecipazione di Victoria Munsey
«La suprema verità della scrittura di Piera Egidi Bouchard illumina al tempo stesso l’infinito strazio del cuore e il trionfo sublime dell’anima e della morte a malgrado di tutto: ed è una lezione che di testo in testo si rinnova nella varietà delle situazioni, dei personaggi, delle occasioni…» (dalla Prefazione di Giorgio Barberi Squarotti).
«Non storie di religione né storie di chiesa. Storie di fede, perché ci annunciano che, nonostante ogni apparenza negativa, Dio è presente e risponde» (dalla Introduzione di Emmanuele Paschetto).
Piera Egidi Bouchard è nata a Torino, dove vive col marito Giorgio, pastore valdese. Laureata in Filosofia della Religione, pubblicista, è stata insegnante ed è ora “pastora locale”. Ha pubblicato romanzi, saggi e poesie, e i volumi: Incontri, Voci di donne, Sguardi di donne, Frida e i suoi fratelli, Eppur bisogna andar, Nuovi Incontri presso l’editrice Claudiana, e Tre amici. Intrecci di vita tra Torino, le Langhe e le Valli valdesi presso Effatà Editrice.
Piccole storie di fede, 96 pagg. • 2° ed. • € 7,00
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Emiliano Poddi ed Eleonora Sottili
La nuova narrativa italiana si ferma in Claudiana. Due libri freschi di stampa per due autori da scoprire dal vivo :
Incontro con Emiliano Poddi ed Eleonora Sottili
Emiliano Poddi scrive per il teatro (Nevermore ,il suo ultimo spettacolo, è nel cartellone di Gennaio 2008 del Teatro Stabile di Torino); si occupa di radio come autore e regista (Radio2 Rai e Radio Svizzera Italiana) e insegna alla Scuola Holden dove si è diplomato al Master in tecniche della narrazione. A settembre 2007 è uscito per Instar Libri il suo primo romanzo Tre volte invano. A maggio 2010 il suo secondo romanzo: Alboràn (Instar libri – Maggio 2010).
Luca ha cinque anni e un compito preciso: controllare le lancette. Quando suo nonno gli allunga il microfono e lo inchioda alla sedia con una trafila di domande, Luca deve non solo rispondere, ma anche verificare che le lancette del registratore si muovano sotto i vetrini. Nonè un nonno come gli altri, quello di Luca. Smonta i lampadari e dentro ci costruisce presepi sferici; assembla modellini di cannoni che sparano davvero; allena i pesci dell’acquario a resistere in apnea. Che succede se tutto questo, all’improvviso, si interrompe?
Adeso Luca ha trent’anni e lavora in radio, ma al microfono non parla più. Circondato da pareti acustiche, protetto dal vetro della regia, cerca di tenere a bada i suoni, di annullare la possibilità dell’errore. Il rischio è incontrare la ragazza giusta – un amore che si chiama come la notte – e farsela sfuggire. Per evitare che questo accada Luca dovrà tuffarsi in un tempo che per definizione non torna indietro: quello della diretta. Al suo fianco c’è Ezio, il tecnico che in carriera ha sbagliato una volta sola. C’è Bruce Springsteen, con la sua voce ruvida e incandescente. E c’è infine un nastro, il più prezioso tra tutti i tesori che al momento buono tornano a galla e fanno schizzare in alto le lancette.
Un romanzo acustico, tempestato di «schegge sonore»: dal mistero che hanno le parole quando le si incontra da piccoli alle formule dei bollettini meteo. Area di instabilità sul mare di Alborán. Mettersi in ascolto.
INFO: http://www.instarlibri.it/
Eleonora Sottili è nata nel 1970 a Viareggio. Assicuratrice, psicologa, docente di scrittura creativa, ha pubblicato diversi racconti su riviste e antologie. Nel 2010 il suo primo romanzo: Il futuro è nella plastica (Nottetempo – Aprile 2010).
Arturo ha trent’anni, è laureato in Psicologia ma fa di tutto per negarlo, vive con Giulia, una ragazza tranquilla che vorrebbe sposarlo, e spartisce i suoi sogni con Sebastiano, amico storico e compagno di progetti inverosimili. Quando il padre muore e lui ne eredita la posizione nell’agenzia assicurativa, Arturo non riesce a calarsi né nella professione né nel lutto: è un Laureato senza Mrs. Robinson, fermo a bordo piscina a contemplare le promesse di un futuro di plastica e polizze. Dal giorno del funerale del padre, con la sua macchina digitale comincia a dividere il mondo in fotogrammi. Giapponesi inquadrati di spalle, omini delle uscite di sicurezza certi della propria direzione, l’ordine dei prodotti tra le corsie del supermercato: Arturo cattura tutto con lo zoom. Approfittando del suo lavoro di assicuratore, ruba da casa di un cliente un piccolo oggetto per lasciarlo dal cliente successivo. Tappa dopo tappa, costruisce cosí un percorso in cui quello che conta non è tanto arrivare in fondo, quanto unire i puntini, collegare tra loro persone e cose.
Un primo romanzo originale, ironico, imprevedibile.
INFO: http://home.edizioninottetempo.it/catalogo/il-futuro-e-nella-plastica-2/
